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Ringraziamenti

Un doveroso ringraziamento a Pierluigi Moncalvo, che ha riprodotto graficamente gli stemmi del 150 Gruppo per un articolo a sua firma apparso sul Notiziario 2/2007 del GMT - Gruppo Modellistico Trentino, e al GMT stesso che ha gentilmente concesso la pubblicazione di tali immagini.

Gli amici del GMT sono raggiungibili all'indirizzo : http://www.gmtmodellismo.it

150GCT_Pag

Francesco Pag D'Amico

 

TRE AQUILE E UNA PALMA: LO STEMMA DEL 150° GRUPPO

La storia di come il 150° Gruppo iniziò a fregiarsi del famoso distintivo con le tre aquile e la palma, e di come iniziò ad identificarsi come “Gigi Tre Osei”, è ben nota, ed un resoconto d'epoca di Franco Pagliano, tratto dal giornale “ Le vie dell'aria ” del 21 marzo 1943, è visibile in Origini di un nome in questa stessa sezione del sito.

A completamento delle notizie storiche su Luigi Caneppele, aggiungiamo alcune informazioni, sempre estratte dall'articolo di Pierluigi Moncalvo , dal Notiziario GMT 2/2008.

Luigi Caneppele nacque a Lavarone (TN), il 23 Settembre 1913.

Completati gli studi superiori a Trento, si iscrisse alla facoltà di Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Milano, ed entrò a far parte del Centro Studi ed Esperienze di Volo a Vela, ove si mise rapidamente in luce, diventando uno dei migliori piloti, al punto di entrare a far parte della squadra nazionale di volo a vela, ed essere selezionato per le Olimpiadi di Berlino del 1936. In tale competizione conquistò il primato italiano di durata con un volo di sei ore e due minuti. Conseguita la laurea in ingegneria con tesi sulla progettazione aeronautica, si arruolò come ufficiale di complemento nella Regia Aeronautica.

Dopo una prima assegnazione al 150° Gruppo caccia, dove gli venne attribuito il simpatico soprannome, allo scoppio delle ostilità era in Sicilia, a Trapani-Milo, in forza alla 384a Squadriglia, 157° Gruppo C.T..

Quindi effettuò un ciclo in Africa settentrionale, in Libia, con la 78a Squadriglia, 13° Gruppo, del 2° Stormo. Distintosi in numerosi combattimenti, si conquistò una medaglia d'argento al valor militare. Rientrato in Italia, fu trasferito alla 77a Squadriglia, ma a causa di un incidente di volo fu trasferito alla ricognizione marittima. Il resto è , come detto sopra, storia nota, fino all'incidente del 1 febbraio 1942 quando, impegnato con un S.81 in una missione di trasporto personale ed equipaggiamenti, a causa di una tempesta di sabbia ebbe l'incidente che gli costò la vita.

Una seconda medaglia d'argento, questa volta alla memoria, gli venne conferita.

Luigi Caneppele fu sepolto all'ombra di una pala d'elica con sopra dipinta l'insegna che lo ha reso famoso.

Quella che segue è l'illustrazione, attraverso i disegni di Pierluigi, delle diverse versioni del distintivo così come fu apposto sulle fusoliere dei velivoli, sia come stemma identificativo del 150° Gruppo Autonomo Caccia Terrestre in seno alla Regia Aeronautica fino al settembre del 1943, ma anche come insegna adottata, dopo l'armistizio, dalla 1° Squadriglia del 2° Gruppo Caccia dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana.

Qui presenteremo solo le elaborazioni grafiche, e non anche le foto, per le quali vi rimando all'articolo Mimetiche e Insegne raggiungibile dall'apposito link in questa stessa sezione del sito.

Solo a titolo puramente informativo, vi presento di seguito quella che era l'insegna del 150° Gruppo prima dell'adozione del distintivo a noi ormai noto; del resto l'originario stemma, un'aquila con il piumaggio marrone rossiccio rappresentata in una rapace “affondata”, e racchiusa in un triangolo bianco, non doveva essere molto popolare, visto che l'unica foto di un aereo che inalbera tale insegna è relativa alla visita del Re al reparto in Albania, nel maggio del 1941, e forse proprio per l'occasione fu verniciata sul velivolo dell'allora comandante del Gruppo, ten.col Rolando Pratelli.

In questo caso non si tratta di un disegno di Pierluigi.

La prima versione dello stemma di cui ci occupiamo è quella iniziale, apposta sulle fusoliere di C.200 prima, e C.202 in seguito. In questa versione le tre aquile hanno la stessa dimensione, e le ali delle due aquile superiori debordano dal cerchio. Il fondo è azzurro, mentre color ocra/sabbia sono le dune e il tronco della palma, così come le aquile; le foglie della palma sono verdi, e sotto le ali degli uccelli è presente un ombra scura, probabilmente marrone. La scritta è quasi sicuramente in rosso. Nella foto del Macchi C. 202, codici 365-1, è visibile quella che sembra una differente versione di tale insegna, più uniforme e senza ombreggiature sotto le ali; in questo caso potrebbe anche essere plausibile che, quando è stata scattata la foto, lo stemma dovesse ancora essere completato.

Con il passaggio del Gruppo su un diverso velivolo, il Messerschmitt Bf 109, si assiste anche ad un cambiamento nella foggia dell'insegna: pur restando i colori sostanzialmente gli stessi, le aquile sono di tre dimensioni differenti, più piccola in alto e più grande in basso, e risultano pertanto tutte racchiuse all'interno dello stemma. Quest'ultimo, poi, su tali velivoli è sempre contornato da un bordo quadrato bianco.

Sui Bf 109 della Regia è poi presente, con meno frequenza e probabilmente in epoca più tarda, anche una versione esclusivamente in bianco dell'insegna, con lievi differenze rispetto a quella a colori; nel caso di insegne monocromatiche, le stesse non hanno mai il bordo quadrato.

Dopo l'8 settembre sono molti i piloti del 150 Gruppo che entrano a far parte dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana, tanto che la 1° Squadriglia del 2° Gruppo Caccia fu intitolata appunto a “Luigi Caneppele”; riapparve così il distintivo con le aquile e la palma. Lo stemma, di dimensioni più contenute, era apposto sulle capottature motore dei Fiat G.55 e dei Messerschmitt Bf 109 del reparto; era sempre nella versione tutta bianca, e la foggia era differente da quella usata nella R.A., come si può vedere esaminando il disegno.

Una versione differente, ma documentata a quanto si sa da un'unica foto, era presente sulla fiancata di un Saiman 200 da collegamento, ma non ci sono evidenze fotografiche che la stessa insegna venne usata su aerei da caccia.

Come sopra accennato abbiamo esaminato solo le insegne che venivano verniciate, mediante apposite mascherine, o “stencils” come si usa dire con terminologia anglosassone, sui velivoli usati dal Gruppo.

Ma l'insegna del “Gigi Tre Osei” campeggiava anche sulle tute di volo, sulle giacche, sulle spille e sui timbri… la foggia era quanto mai varia, generalmente con le foglie della palma che formavano un “gomitolo”… a titolo puramente esemplificativo, e a completamento di questa breve rassegna, vi presento qualche immagine di diversi distintivi

 
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